Evento storico: il Trattato di proibizione delle armi nucleari raggiunge le 50 ratifiche necessarie per entrare in vigore

2 Novembre 2020
Categorie: Pace

Il 24 ottobre 2020, il Trattato delle Nazioni Unite di proibizione delle armi nucleari ha raggiunto i 50 Stati firmatari richiesti per la sua entrata in vigore, dopo che l’Honduras l’ha ratificato appena un giorno dopo che la Giamaica e Nauru hanno presentato le loro ratifiche. Tra 90 giorni, il trattato entrerà in vigore, ratificando un divieto categorico delle armi nucleari, 75 anni dopo il loro primo utilizzo.

Si tratta di una pietra miliare storica per questo trattato storico. Prima dell’adozione del Tpan, le armi nucleari erano le uniche armi di distruzione di massa non vietate dal diritto internazionale, nonostante le loro catastrofiche conseguenze umanitarie. Ora, con l’entrata in vigore del trattato, possiamo chiamare le armi nucleari per quello che sono: armi di distruzione di massa proibite, proprio come le armi chimiche e le armi biologiche. La direttrice esecutiva dell’Ican, Beatrice Fihn, ha accolto con favore questo momento storico. “Questo è un nuovo capitolo per il disarmo nucleare. Decenni di attivismo hanno raggiunto quello che molti hanno detto essere impossibile: le armi nucleari sono vietate”, ha dichiarato.

Setsuko Thurlow, sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima, ha detto: “Ho dedicato la mia vita all’abolizione delle armi nucleari. Non ho altro che gratitudine per tutti coloro che hanno lavorato per il successo del nostro trattato”. Come attivista dell’Ican, che ha passato decenni a condividere la storia degli orrori che ha affrontato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari, questo momento ha un particolare significato: “Questa è la prima volta nel diritto internazionale che siamo stati così riconosciuti. Condividiamo questo riconoscimento con altri hibakusha di tutto il mondo, quelli che hanno subito danni radioattivi a causa dei test nucleari, dell’estrazione dell’uranio, della sperimentazione segreta”. I sopravvissuti all’uso e ai test atomici in tutto il mondo si sono uniti a Setsuko per celebrare questa pietra miliare.

I tre ultimi Stati da ratificare sono stati orgogliosi di far parte di questo momento storico. Tutti e 50 gli Stati hanno dimostrato una vera determinazione verso un mondo senza armi nucleari, il tutto affrontando livelli di pressione senza precedenti da parte degli Stati armati nucleari per non farlo. Una recente lettera, resa pubblica dall’AP solo pochi giorni prima della cerimonia, dimostra che l’amministrazione Trump ha esercitato pressioni dirette sugli Stati che hanno ratificato il trattato affinché si ritirino da esso e si astengano dall’incoraggiare altri ad aderirvi, in diretta contraddizione con i loro obblighi derivanti dal trattato. Beatrice Fihn ha detto: “La vera leadership è stata dimostrata dai paesi che hanno aderito a questo storico strumento per portarlo a pieno effetto legale. I tentativi disperati di indebolire l’impegno di questi leader per il disarmo nucleare dimostrano solo la paura degli Stati nucleari del cambiamento che questo trattato porterà”

L’elenco dei Paesi firmatari: l’Italia non c’è ancora

Ecco l’elenco dei paesi firmatari e di quelli che lo hanno già ratificato
https://www.icanw.org/signature_and_ratification_status

Si ricorda che l’Italia non ha firmato questo Trattato. L’Italia ha sul proprio suolo almeno 70 ordigni nucleari (basi di Ghedi BS e Aviano, PN) e questo già di per sé in violazione del Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari che, all’articolo 2, stabilisce: «Ciascuno degli stati militarmente non-nucleari, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, direttamente o indirettamente». Trattato, quest’ultimo, da lei firmato e ratificato.

Anche a Faenza avevamo sensibilizzato la popolazione sull’argomento, raccolto cartoline da inviare al Presidente del Consiglio. Lo stesso sindaco Giovanni Malpezzi e il Consiglio comunale di Faenza all’unanimità avevano inviato analoghi messaggi al medesimo indirizzo. Infatti la campagna che ha portato a questo risultato è partita dal basso come quella per la messa al bando delle mine antiuomo.
Ican, il raggruppamento di enti e associazioni nato a questo scopo è stato insignito per questo del Premio Nobel per la Pace domenica 10 dicembre 2017.
Quale governo italiano avrà la schiena così dritta da dire di no alle armi nucleari e non ubbidire così supinamente agli ordini e ai desiderata degli Usa o di un qualsiasi altro stato estero?

Al seguente sito è consultabile la posizione dell’Italia sull’argomento
https://www.icanw.org/italy

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