Resoconto del Convegno diocesano

12 marzo 2018
Categorie: Formazione, Parrocchie

 

Domenica 18 Febbraio 2018 è stato un giorno atteso e preparato da molti. Per tempo avevamo interrogato le parrocchie rispetto a piccoli o grandi semi di pastorale integrata. Con questo termine così complesso intendevamo un atteggiamento e un modo di vivere i vari servizi pastorali che tenesse conto sia della persona nella sua complessità e bellezza, sia dell’ importanza di agire in collaborazione.

Crediamo che questa mobilitazione abbia fatto emergere tanti segni di luce e che abbia preparato il cuore a vivere il convegno come qualcosa di più attivo e coinvolgente.

All’arrivo i vari gruppi sono stati invitati a tessere – con dei veri e propri fili di lana- su un pannello le tante relazioni fra Caritas parrocchiali e altri gruppi e realtà pastorali nel costruire progetti di Carità. Fatto questo e preso posto nel teatro parrocchiale di Alfonsine, ci siamo preparati all’ascolto del relatore magistralmente introdotto dal nostro Vescovo.

Sicuramente molto preziosa è stata la presenza di mons. Francesco Soddu fra noi. Come Direttore di Caritas Italiana, ci ha aiutato ad approfondire il tema della pastorale integrata, ha ascoltato la nostra realtà e le nostre domande e ha cercato di rimotivarci nel nostro cammino con la sua passione e il suo sguardo sapiente. Scarica la relazione di mons. Soddu.

Desideravamo che il convegno fosse anche un occasione per incontrarsi, raccontarsi e tornare a casa con un briciolo in più di speranza e voglia di mettersi in gioco, così la terza parte del nostro pomeriggio è stata dedicata a lavori di gruppo in cui ascoltare – e interrogare- alcune esperienze di pastorale integrata già vissute nelle nostre parrocchie. Liberamente le persone potevano scegliere due esperienze da conoscere. Per chi ha potuto e voluto abbiamo poi concluso il nostro incontro  con la celebrazione Eucaristica. In tutto questo l’accoglienza e disponibilità della comunità di Alfonsine è stata veramente calda e attenta.

Il pomeriggio, seppur breve, è stato un bel momento di Chiesa, dove tutti si sono messi in gioco, e nonostante la distanza e il cattivo tempo, hanno cercato di essere presenti: dai monti di Marradi alle pianure di Bagnacavallo. Un grazie a tutti e a ciascuno, per la presenza, per il coraggio di raccontarsi e condividere, per la voglia di rendere la Carità qualcosa di sempre più integrato nel nostro cuore, nelle comunità, nelle azioni pastorali.

Suor Nadia Pompili, Vicedirettrice della Caritas diocesana di Faenza-Modigliana

 

Si riportano brevi sintesi dei lavori di gruppo:

Assistenza e cure sanitarie – Alfonsine-

La Caritas di Alfonsine ha seguito il gruppo di riflessione dedicato alla salute ed abbiamo riportato l’esperienza della collaborazione con le Suore Mariste presenti ad Alfonsine.

Grazie alla loro esperienza di molti anni come infermiere nei dispensari di molti Paesi africani ci sanno consigliare su quale farmaco è più appropriato per curare anche una semplice tosse, molti nostri assistiti si rivolgono a loro per iniezioni o medicazioni, le suore hanno anche come missione di conoscere il territorio e spesso vengono a conoscenza di anziani con qualche difficoltà, che noi riferiamo ai servizi sociali.

 

Carità e catechesi –Bagnacavallo-

Il gruppo in cui si è ascoltata l’esperienza della caritas parrocchiale di Bagnacavallo è stato molto interessato.

La vita e le azioni della caritas parrocchiale che opera in tutto il contesto cittadino è fortemente interconnessa con l’associazione “I Girasoli”, storica associazione che nella parrocchia di Bagnacavallo associa i volontari, si occupa dei rapporti con l’amministrazione e i servizi pubblici, gestisce decine di servizi alla cittadinanza più fragile.

La presentazione del gruppo si è dispiegata sulla pastorale integrata tra Caritas e Catechesi. Rosetta ci ha raccontato che: i ragazzi delle medie vanno alcune volte durante l’anno a prestare servizio in Caritas parrocchiale, naturalmente, vengono introdotto al “perché” si aiutano le persone e nei percorsi delle risorse.

Questo servizio è molto arricchente per i ragazzi. La riuscita della collaborazione è maggiore là dove una persona è responsabile in tutti e due i gruppi: è catechista e volontaria Caritas/Girasoli. I ragazzi partecipano alle distribuzioni viveri e vestiti.

 

Vacanze e pranzo in fraternità – Cappuccini-

Il nostro gruppo di lavoro l’avevamo intitolato “Vacanze e pranzo in fraternità” perché spiccava l’aspetto dell’amore fraterno che tesse una rete, unendo tutti. Si tratta di due esperienze vissute dalla parrocchia del Santissimo Crocifisso (parrocchia dei Cappuccini).

Dal 1994 è nata l’esperienza dei soggiorni estivi per far vivere un periodi allegria alle persone anziane della Parrocchia. Poi, nel tempo, al Gruppo Caritas si sono unite anche la pastorale della Famiglia, il gruppo giovani e disabili. Partecipano persone da 0 a 90 anni e tutti sono coinvolti attivamente.

Si tratta di soggiorni al mare e in montagna, che durano una settimana, in cui si fanno molte attività, come le uscite per conoscere meglio i luoghi di soggiorno o i momenti di preghiera comunitaria che vengono condotti dal parroco. Inoltre ci sono i momenti ludici che vengono preparati dai giovani: tombola, tornei di bocce, giochi con le carte, etc.

Il pranzo invece è un’iniziativa che viene realizzata mensilmente dal gruppo Caritas parrocchiale, dalla Pastorale della Famiglia e dal gruppo giovani e unisce famiglie della parrocchia senza distinzione di nazionalità e di religione.

L’obiettivo è far sì che le diverse persone che compongono la comunità si conoscano, indipendentemente dalla realtà che ognuno di essi vive quotidianamente. Chi è solo, in questo modo, trascorre il pranzo domenicale in compagnia.

Alle domande “Come mai si parla di pastorale integrata? Quali ambiti sono coinvolti?”, le volontarie hanno riflettuto un attimo perché queste sono esperienze consolidate in cui più persone, più realtà si intrecciano e non è immediato ricordarsi “le aree” di appartenenza di chi partecipa. Questo significa che la collaborazione sta dando ottimi frutti e va oltre le realtà da cui si parte.

Inoltre è stata molto significativa la semplicità, l’umiltà e il sentimento con cui le volontarie hanno raccontato queste esperienze di vita.

 

“Slow family” e raccolta alimentare – Errano-

Roberto Frassineti ha condiviso la sua esperienza nel progetto “Slow Family”. Il progetto è nato come progetto Caritas e ha l’obiettivo di creare una rete di aiuti tra le famiglie partendo dai loro bisogni. Roberto ha spiegato come il progetto sia partito da un incontro in cui si è definito l’albero dei bisogni e da quelli si è operato per risolverli. Inizialmente il progetto era molto strutturato ed è proceduto in maniera fluente. Tra i vari problemi emersi dalle famiglie partecipanti è stato riportato quello dei rapporti di coppia, per cui si è deciso di creare un sistema per cui, a turno, una coppia si occupasse dei figli delle famiglie partecipanti e le altre coppie potevano ritagliarsi un momento per la cura della loro vita relazionale, senza pesare sui nonni o doversi procurare una baby-sitter. Un’altra attività emersa dall’albero dei bisogni è stata l’istituzione di laboratori e attività per i figli nei pomeriggi. Questo nasce dal bisogno, ritrovato comune, di dare tempo di qualità ai ragazzi. Si sono per cui definiti dei laboratori sulle emozioni e di piccolo artigianato da svolgere nei pomeriggi. Il tema delle emozioni è stato poi sviluppato anche dai genitori.

L’età delle coppie partecipanti era eterogenea mentre l’età dei figli delle coppie era più omogenea.
Roberto ha anche spiegato come durante gli incontri non ci sono stati imbarazzi da parte dei partecipanti nel condividere i loro problemi, anzi, una coppia non ha esitato nel condividere la sua difficoltà nell’arrivare a fine mese. A questo punto, Angelo della parrocchia di Errano, ha spiegato come si è affrontato questo problema, non troppo lontano neanche dalle altre famiglie partecipanti. Ha raccontato che la scelta non è ricaduta in una colletta da parte dei partecipanti, ma si è deciso di contattare la diocesi di Rovereto per una consulenza sulla gestione del bilancio famigliare, questo si è rivelato molto utile per tutti i partecipanti. Infine, Roberto ha sottolineato che il progetto continua ad esistere, anche se il progetto Caritas è terminato, in maniera meno strutturata ma non è stato assolutamente abbandonato.

Nell’ultima parte dell’incontro è stato anche affrontato il tema della colletta alimentare. Roberto ha spiegato che la colletta viene fatta una volta all’anno e data la piccola natura della parrocchia si è deciso di puntare sulla qualità più che sulla quantità. Questa colletta viene poi affidata al Comitato contro la Fame nel Mondo che spedisce tutto il raccolto ad una casa famiglia in Romania. L’anno scorso un volontario della parrocchia di Errano ha fatto il viaggio con il camion della colletta fino in Romania per conoscere i beneficiari e per rendere questo aiuto un po’ più vicino alla comunità.

 

Catechismo e assistenza anziani –Russi-

La testimone di Russi, Donata, presenta il lavoro della Caritas parrocchiale come un lavoro in rete con l’Associazione “Il Mantello” per promuovere lo sviluppo integrale della persona. I catechisti organizzano con i cresimandi un incontro con il centro di ascolto parrocchiale, oltre al fatto che i ragazzi collaborano nella raccolta viveri e carta. Una volontaria dei Cappuccini sottolinea l’importanza di promuovere incontri periodici a cui i ragazzi anche a coppie possono partecipare e fare con i volontari Caritas.

I bambini piccoli vanno nella casa di riposo e nelle case degli anziani individuate tramite i ministri straordinari dell’eucarestia e portano gli auguri per Natale e le palme per Pasqua. Con i bambini dei 9 anni fanno anche più incontri sempre a piccoli gruppi.

Con le Suore Del Cottolengo la Caritas parrocchiale di Russi lavora per la pastorale degli anziani. Le suore individuano gli anziani su segnalazione o per conoscenza e vanno periodicamente a salutarli per verificare i bisogni più emergenti. La Caritas individua le badanti e tramite le suore poi incrocia i bisogni con le disponibilità e seleziona le persone più indicate. Hanno iniziato nel 2011 e ad oggi hanno uno sguardo sui mutamenti del fenomeno delle Badanti a Russi.

 

Accoglienza donne e bambini richiedenti asilo – Rivalta-

Così Oriana Visani e il marito Vittorio hanno raccontato l’esperienza nel gruppo:

«A Rivalta il libretto dei canti ha sulla copertina l’immagine stilizzata di una chiesa, la porta è spalancata e sulla soglia c’è il sacerdote; due grandi mani si aprono ai lati della chiesa in un gesto di invito e di accoglienza. Quando Mariam, la bimba del Mali, che con la mamma e altre due ragazze è ospitata  presso la casa parrocchiale, ha visto questa immagine si è illuminata e mi ha detto: “Guarda, Don Stefano! E’ sulla porta e ci fa entrare tutti in chiesa, anch’io posso entrare, lui mi abbraccia, tutti mi abbracciano con quelle grandi mani”. Mariam, in quel momento, ha trovato risposta alla sua paura di non essere accettata per quello che è, una bambina nera, profuga, non cristiana e si è sentita accolta. Ed è proprio questo che cerchiamo di fare a Rivalta: essere una comunità che accoglie.

Awa con la figlia Mariam di 7 anni, Kadiatou e Aminata sono arrivate a Rivalta nel gennaio del 2017. A settembre hanno avuto il riconoscimento di rifugiate per motivi umanitari e il permesso di soggiorno per 5 anni in Italia. Tra qualche mese terminerà la prima accoglienza a carico della Caritas e saranno prese in carico dai servizi sociali del Comune. Hanno seguito i programmi predisposti per loro e hanno imparato l’italiano. Mariam e Kadì vanno a scuola, Mariam frequenta la 2 elementare, Kadiun il corso all’Istituto Strocchi per prendere la licenza media. Oggi per loro la vera sfida è trovare un lavoro.

I volontari, che affiancano all’operatrice di Caritas/Farsi Prossimo , hanno creato tra di loro una buona rete. I servizi possono essere i più vari (passaggi in auto, assistenza nella cura della bambina, …), ciascuno secondo le proprie possibilità di tempo  e di capacità. Questa esperienza è stata molto positiva:ha avvicinato persone di età diversa e con ruoli diversi nella parrocchia, anzi alcuni di loro prima non erano coinvolti in nessuna attività di servizio e ora si sentono parte attiva, in comunione d’intenti.

C’è stato un momento molto bello, quello della festa che si è svolta in ottobre, dopo che hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Un momento di vera condivisione, a cui tanti  hanno partecipato e in cui le ragazze ci hanno fatto assaggiare piatti tipici della loro cucina.

L’incontro con persone di cultura e abitudini diverse, indurite da esperienze negative e per questo spesso diffidenti e ostili, è sempre problematico. Bisogna esserne consapevoli ma siamo certi che ne vale la pena!»

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Cronache dal Convegno – Convegno Caritas 18 Febbraio 2018

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Interviste – Convegno Caritas 18 Febbraio 2018

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Intervento di Mons. Francesco Soddu – Convegno 18 Febbraio 2018

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Convegno Diocesano Caritas – Parrocchia S. Maria in Alfonsine 18 Febbraio 2018

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