EMERGENZA SIRIA-aggiornamento n.2

24 ottobre 2019
Categorie: Donazioni, Emergenze, Pace

A seguito dell’attacco della Turchia nel nord-est della Siria sotto il controllo delle forze curde (anche se formalmente facenti capo al governo di Damasco), iniziato il giorno 9 ottobre 2019, si è aperta una nuova emergenza all’interno della già complessa e grave crisi siriana. 

La sera del 17 ottobre la Turchia e gli Stati Uniti hanno concordato un cessate il fuoco: la Turchia ha accettato di sospendere tutte le operazioni militari per cinque giorni e le forze curde hanno dichiarato l’intenzione di ritirarsi dalla “safety zone” imposta dalla Turchia, circa 32 chilometri di profondità dal confine turco dentro il territorio siriano. La Turchia ha dichiarato che si impegnerà a un cessate il fuoco permanente se le forze curde si ritireranno.
L’SDF (Syrian Democratic Forces) ha accettato l’accordo di cessate il fuoco ed ha quasi completato l’evacuazione delle sue forze dalla zona contesa.
Nell’incontro tra i due leader Vladimir Putin e Receip Tayp Erdogan svolto a Sochi, in Russia, il 22 ottobre, sembra si sia trovato un accordo anche tra Russia e Turchia per la gestione della zona contesa e per evitare uno scontro tra le due superpotenze.
L’incognita maggiore rimane, al momento, la reazione del governo siriano, che non ha rilasciato commenti o annunci significativi, lasciando al momento la tenuta dell’accordo piuttosto incerta.
Come descritto dal team Caritas Siria-Hassakeh, la situazione della sicurezza all’interno delle città (Al-Hasakeh, Qamishli) è rimasta pressoché invariata rispetto all’attacco militare: 2 autorità (curde e siriane) governano le città mentre l’esercito arabo siriano è stato dislocato lungo la striscia di confine. L’autostrada M4 che collega Aleppo all’est della Siria, strategica da un punto di vista militare ed economico, rimane ancora chiusa, isolando di fatto l’est della Siria dal resto del paese.
L’ultimo aggiornamento delle Nazioni Unite stima che il numero di sfollati abbia raggiunto quota 176.400, di cui almeno 74.000 bambini. Dato che gruppi armati sono entrati con la forza in “Bab Al-kher”, nella parte settentrionale di Tal Tamr, Caritas Siria prevede un aumento del numero di sfollati interni ad al Hassakah. Le persone colpite hanno anche iniziato a fuggire in Iraq: secondo quanto riferito oltre 3.100 sfollati sono stati accolti in Iraq, e la rete Caritas stima che il numero possa aumentare molto, in una forbice tra i 20.000 e i 130.000, in base all’evolversi della situazione. (Visto che la regione del nord iraq è a maggioranza curda e gode di una autonomia speciale dal governo centrale di Bagdad, molti sfollati di etnia curda potrebbero decidere di trasferirsi nel Kurdistan Irakeno per sempre.)

 

 

Si registrano anche dei rientri nei luoghi di origine: le Nazioni Unite stimano che circa 18.500 persone siano rientrate nelle proprie abitazioni, nelle località di Qamishli city, Al-Hasakeh, Tal-Abiad e Ar-Raqqa.
Sul mercato locale è ancora possibile trovare più o meno tutte le tipologie di prodotti, tuttavia, a causa dell’assedio, il team Caritas Siria ad Hassakeh si aspetta di affrontare un aumento dei prezzi degli articoli di base nei prossimi giorni.
Nonostante una missione speciale delle Nazioni Unite abbia riparato il principale impianto idrico della regione, che rifornisce oltre 400.000 persone, la città di Hassake soffre ancora di un accesso limitato all’acqua e, di conseguenza, di cattive condizioni igieniche in particolare nei centri di accoglienza.

Centri di accoglienza
Per far fronte a questa emergenza le autorità locali curde stanno allestendo centri di accoglienza comunitari, in scuole o altri edifici pubblici. Ad oggi sono stati allestiti 55 centri che accolgono 10.768 persone. La situazione all’interno dei centri al momento rimane calma, con diverse famiglie che permangono per pochi giorni in attesa di trovare una sistemazione autonoma.
Durante la mattinata i centri di accoglienza sono gestiti da ONG locali e la sera da rappresentanti dell’autonomia amministrativa curda.

Risposta della Caritas
Caritas Siria (CS), dopo una iniziale distribuzione di acqua alle persone accolte in tutte i centri, ha preso l’impegno di seguire in particolare gli sfollati accolti nei 5 seguenti centri di accoglienza che non sono ancora stati serviti da altri attori umanitari:

Anche all’interno di questi centri la situazione è relativamente calma. Dopo il processo di coordinamento e un’ulteriore valutazione delle esigenze delle famiglie nei 5 rifugi, al 21 ottobre, il team CS Hassakah ha condotto le seguenti attività:
• Distribuzione di più di 4.000 bottiglie d’acqua a più di mille persone attualmente presenti nei 5 rifugi.
Caritas Siria ha distribuito bottiglie d’acqua da 1,5 litri a 1.042 persone, assicurando che ogni membro della famiglia abbia accesso a 3 litri di acqua potabile ogni giorno (2 bottiglie da 1,5l). Il bisogno di acqua potabile al momento rimane alto, nonostante le riparazioni fatte al sistema idrico centrale, dunque per le prossime settimane CS continuerà a fornire tale assistenza.

• Distribuiti 202 kit igienici:
Sono stati acquistati i prodotti necessari alla composizione di kit igienici che rispondano alle necessità di una famiglia media per un periodo di 15 giorni. I prodotti sono stati poi impacchettati, anche con l’aiuto di volontari, e distribuiti a 202 famiglie dal team di CS-Hassakeh.
• Card di identificazione personale.
Dato che molte delle persone accolte nei centri sono senza documenti di identità, a causa della fuga repentina dalle proprie abitazioni, CS ha sviluppato e distribuito un documento informale di riconoscimento, con cui i beneficiari potranno essere identificati per poter accedere al centro di accoglienza e ricevere i servizi necessari.
• Fornitura di serbatoi di acqua per uso domestico nei 5 centri di accoglienza sotto la responsabilità di CS-Hassakeh.

• Assistenza medica per gli sfollati e la popolazione locale.

Per essere in grado di continuare il suo lavoro nel miglior modo possibile, Caritas Siria ha deciso di trovare lavoratori a giornata per supportare il team che ha operato senza sosta negli ultimi giorni.

Impegno di Italiana e indicazioni per le Caritas diocesane
– Operatori di Caritas italiana a Damasco fino al 19 ottobre 2019 hanno partecipato agli incontri di coordinamento e monitoraggio degli interventi, supportando i colleghi di Caritas Siria nella pianificazione dell’intervento.
– Caritas Italiana è impegnata in Siria sin dall’inizio della guerra nel 2011 a sostegno degli interventi di Caritas Siria. Nella pagina Siria del sito di Caritas italiana sono disponibili aggiornamenti sugli interventi complessivi in atto nel paese e i comunicati stampa.
– Caritas Italiana è in stretto contatto con Caritas Siria e sostiene gli interventi in atto nell’area di Hassakeh dove Caritas Siria già operava precedentemente per l’assistenza di sfollati e comunità vulnerabili.
– Come per gli altri interventi in corso nel paese, anche per questa emergenza, la forma di aiuto possibile è la colletta in denaro destinata alle vittime della crisi siriana tramite i consueti canali per offerte a Caritas Italiana. Non è richiesto l’invio di beni materiali dall’Italia e vanno scoraggiate iniziative di raccolta di questo tipo.

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana (Via Aurelia 796 – 00165 Roma), utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario (causale  “Emergenza Siria”) tramite:
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

– Ogni eventuale richiesta o intervento di aiuto da parte delle Caritas diocesane è importante sia segnalata e coordinato con Caritas Italiana.

– Al momento non è possibile l’invio sul posto di personale espatriato né specializzato né di volontariato generico. Disponibilità in tal senso vanno gestite opportunamente illustrando le difficoltà, in primis di sicurezza e le esigenze reali.
– Sul sito www.caritas.it sono disponibili i comunicati stampa, gli aggiornamenti e gli interventi in atto.
– E’ disponibile ulteriore documentazione in lingua inglese e le foto in formato jpg che possono essere richieste a Caritas Italiana – Ufficio Medio Oriente e Nord Africa
Per ulteriori informazioni e coordinamento contattare Ufficio Medio Oriente e Nord Africa di Caritas Italiana tel. 0666177268/247mona@caritas.it

 

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