27 novembre: Convegno “Conflitti e armi”

24 novembre 2017
Categorie: Pace, Parrocchie

Per regolamentare l’esportazione, l’importazione e il transito di armi esiste in Italia la legge 185 del 1990. Essa stabilisce il divieto di esportare a Paesi in conflitto o che non rispettano i diritti umani e impone al Presidente del Consiglio di relazionare annualmente al Parlamento, dettagliando le armi commerciate, le ditte e gli Istituti di credito coinvolti.

Nelle tabelle allegate all’ultima di queste relazioni, riferita ai dati dell’anno scorso, compaiono anche banche e ditte locali.

Visita il sito internet www.banchearmate.it

Proprio utilizzando questi dati sono nate delle campagne volte a responsabilizzare l’opinione pubblica, le banche e la loro clientela al fine di diminuire o addirittura annullare la loro esposizione in questo campo.

Infatti, un ruolo essenziale in questo settore, come in altri, è svolto dalle banche al quale forniscono, più o meno consapevolmente, i propri servizi finanziari.

Papa Francesco non si stanca di ripetere che “stiamo vivendo una “terza guerra mondiale a pezzi”.

Ricorda che “il traffico d’armi alimenta i conflitti” e aggiunge: “facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse”. (meditazione mattutina nella cappella della Domus sanctae Marthae, Giovedì, 19 novembre 2015).

Quello delle armi, non è un settore come tutti gli altri: esse causano morti e invalidi; spesso finiscono nelle mani di bambini soldato e sicuramente il prezzo pagato per acquistarle contribuisce ad accrescere la miseria e l’indebitamento di paesi già poveri. Come insegnano film e inchieste giornalistiche e giudiziarie, questo è un mercato che prospera grazie alle guerre e al terrorismo e spesso convive e alimenta corruzione e traffico di stupefacenti. Sovente armi identiche sono usate dagli opposti schieramenti. Veicoli e aerei civili, oltrepassata la frontiera diventano militari con l’aggiunta degli opportuni accessori. Divieti di esportazione sono aggirati tramite triangolazioni internazionali o addirittura ignorando la legge come quando, l’anno scorso, fu autorizzata la vendita di armi all’Arabia Saudita, malgrado fosse impegnata in bombardamenti in Yemen.

Associazioni e organizzazioni promuovono campagne di sensibilizzazione allo scopo di limitare le armi in circolazione attraverso trattati e normative internazionali come quello del 1997 sulle mine antipersona o quello del 2014 sulle armi leggere. Quest’anno ICAN, la campagna per la messa al bando delle armi atomiche, ha addirittura vinto il Premio Nobel per la Pace.

In controtendenza va invece il Consiglio dei Ministri che nell’aggiornamento del «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa» recentemente approvato, definisce L’industria militare «pilastro del Sistema Paese» poiché «contribuisce, attraverso le esportazioni, al riequilibrio della bilancia commerciale e alla promozione di prodotti dell’industria nazionale».

Per approfondire la tematica e aprire un dibattito con le ditte coinvolte e anche con gli istituti bancari al fine di rendere più incisive e efficaci queste campagne, diversi enti e associazioni locali, organizzano un incontro di approfondimento e confronto.

 

Lunedì 27 novembre alle ore 17.45,

a Faenza

presso la sala San Carlo in piazza XI Febbraio, 4

 

Convegno: Conflitti e armi: le nostre responsabilità nella “Terza guerra mondiale a pezzi”.

 

Interverranno:

– mons. Giorgio Biguzzi, missionario saveriano cesenate, già vescovo di Makeni, in Sierra Leone, testimone dello scandalo dei bambini soldato.

Eugenio Melandri promotore della campagna che portò alla legge 185/90 che regola il commercio delle armi, premio Brisighella per la Pace e la fratellanza 2017

Giorgio Beretta coordinatore della Campagna di pressione alle “banche armate” nonché collaboratore di “Archivio e disarmo” – uno dei partner italiani di ICAN, la campagna per la messa al bando delle armi nucleari che ha appena vinto il premio nobel per la Pace.

 

L’iniziativa è organizzata da:

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Centro di documentazione don Tonino Bello, Centro per la Pastorale Sociale e il Lavoro, Circolo Legambiente Lamone Faenza, Comitato di Amicizia, Comitato Spontaneo per la Pace, Diocesi di Faenza e Modigliana, Emergency, Farsi Prossimo, Gruppo, Donne in Nero di Ravenna, Manitese Faenza, Ordine Francescano Secolare Faenza, Pax Christi Faenza, Spi-Cgil di Faenza.

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