Solidarietà al Centro di Cultura Islamico

31 marzo 2016
Categorie: Pace

Caritas diocesana si accomuna al Centro di documentazione don Tonino Bello nell’esprimere solidarietà alla comunità islamica di Faenza che è stato oggetto martedì 22 marzo di un atto vandalico alla sede del proprio Centro di Cultura.

 

Questo gesto sconsiderato, pur se di modesta entità e opera di una persona isolata, va condannato ugualmente con fermezza, perché espressione di odio e di ignoranza.

 

Nella nostra Costituzione, all’art. 19, si riconosce che: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa” proprio perché è stata scritta dalla generazione che aveva vissuto l’aberrazione dell’odio contro gli ebrei e contro i Testimoni di Geova.

 

Nella Evangelii Gaudium, ai numeri 252 e 253 si dice:

“In quest’epoca acquista una notevole importanza la relazione con i credenti dell’Islam, oggi particolarmente presenti in molti Paesi di tradizione cristiana dove essi possono celebrare liberamente il loro culto e vivere integrati nella società. Non bisogna mai dimenticare che essi, «professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale». Gli scritti sacri dell’Islam conservano parte degli insegnamenti cristiani; Gesù Cristo e Maria sono oggetto di profonda venerazione ed è ammirevole vedere come giovani e anziani, donne e uomini dell’Islam sono capaci di dedicare quotidianamente tempo alla preghiera e di partecipare fedelmente ai loro riti religiosi. Al tempo stesso, molti di loro sono profondamente convinti che la loro vita, nella sua totalità, è di Dio e per Lui. 

Di fronte ad episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano, l’affetto verso gli autentici credenti dell’Islam deve portarci ad evitare odiose generalizzazioni, perché il vero Islam e un’adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza.”

 

Come Caritas continueremo ad operare per il dialogo tra le diverse fedi presenti nel nostro territorio, per l’integrazione, il rispetto e la reciproca conoscenza tra tutti i residenti indipendente dalla fede, dall’ateismo o dall’agnosticismo professati, perché crediamo che questa sia la giusta risposta a chi semina stragi in tutto il mondo con guerre e terrorismi.

 

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