Ambulatorio Medico

Ambulatorio Caritas

Il 2 febbraio 1997, prima domenica di febbraio, Giornata per la Vita, fu inaugurato da Mons. Silvano Montevecchi l’Ambulatorio Medico presso il Centro d’ascolto e di prima accoglienza della Caritas. Fu scelta quella giornata per affermare l’attenzione della diocesi alla vita e alla salute di immigrati senza permesso di soggiorno, di italiani senza fissa  dimora, che non avevano accesso alle prestazioni sanitarie “di base” sia diagnostiche che terapeutiche.

In questi quindici anni non è mai venuta meno, tre volte alla settimana, la presenza di medici e infermieri volontari, alcuni pensionati, altri ancora in attività, tutti soci dell’Associazione Farsi Prossimo. Sono cambiate nel tempo, per fortuna, le leggi. Siamo passati così dal riconoscimento agli immigrati solo del diritto alle prestazioni urgenti (oltre alla tutela della gravidanza, dei minori, l’accesso al SIMAP, al SERT, alle vaccinazioni obbligatorie), anche del diritto alle prestazioni essenziali (prestazioni sanitarie diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell’immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggior danno alla salute o rischi per la vita, complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti). Questo ha portato, il 3 dicembre 2001, alla convenzione dell’ASL con l’Associazione “Farsi Prossimo”. Tale convenzione permette di prescrivere farmaci, richiedere visite specialistiche ed esami diagnostici per tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno (tesserino STP), neocomunitari (tesserino ENI), profughi (tesserino PSU). Queste sigle dicono non solo le difficoltà burocratiche legate a norme diverse, e, a volte, di difficile interpretazione, dicono soprattutto la diversità degli utenti, quindi dei volti, delle storie che in questi anni abbiamo incontrato.

L’ambulatorio è inserito nel Centro d’ascolto. Non è possibile curare queste persone senza la conoscenza di tutte le problematiche non strettamente mediche da affrontare, come l’approvvigionamento dei farmaci da banco (quando terminano i buoni del Banco Farmaceutico) o in fascia C, il pagamento dei ticket, l’aiuto per le cure odontoiatriche, a totale carico dei pazienti (alcuni dentisti collaborano con prestazioni gratuite, ma le patologie odontoiatriche son molto diffuse), e per tutte le attività di interpreti, mediatori culturali. Gli operatori che effettuano l’ascolto riescono ad entrare un po’ nell’animo di queste persone e possono dare una mano anche a interpretare i disturbi che presentano. É in questo spirito di collaborazione che  cerchiamo di operare, convinti che ogni persona che si rivolge a noi ha diritto ad essere ascoltato e curato.

Giorni e orari di apertura

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

 

 

11:00

12:00

 

 

18:00

19:00

 

  

18:00

19:00

 Sede Via D’Azzo Ubaldini, 5-7 Faenza

Contatti: Gabriella Reggi
E-mail: ambulatorio@caritasfaenza.it

Progetti

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