Da Firenze 2015 una Chiesa umile, disinteressata e beata

24 novembre 2015
Categorie: Formazione, Parrocchie, Volontariato

Si è svolto a Firenze, dal 9 al 13 novembre 2015, il V Convegno Ecclesiale Nazionale. Dopo Evangelizzazione e promozione umana (Roma 1976), Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini (Loreto 1985), Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia (Palermo 1995) e Testimoni di Gesù Risorto speranza del mondo (Verona 2006), titoli dei convegni ecclesiali precedenti, i Vescovi italiani hanno voluto questo nuovo Convegno In Gesù Cristo il nuovo umanesimo.

Per chi ha avuto la possibilità di partecipare è stata una sorpresa vedere una Chiesa in cammino, capace di mettersi in discussione. E questo è stato bello perché, come ha detto Papa Francesco nel discorso introduttivo al Convegno, “La dottrina cristiana non è un sistema chiuso incapace di generare domande, dubbi, interrogativi, ma è viva, sa inquietare, animare. Ha volto non rigido, ha corpo che si muove e si sviluppa, ha carne tenera: si chiama Gesù Cristo”.

Ed è proprio dalla figura di Gesù che Papa Francesco è partito per dare ai delegati al convegno, quindi alla Chiesa, stimoli di cammino verso un nuovo umanesimo: proprio perché  Gesù ha assunto la condizione di servo umile dalla nascita in una grotta fino alla morte sulla croce, Papa Francesco ha chiesto una Chiesa UMILE, DISINTERESSATA E BEATA.

Invitiamo a leggere e rileggere questo documento introduttivo al Convegno, che potete scaricare qui.

Altrettanto utile è stato il metodo utilizzato per lasciare che i delegati si confrontassero sulle iniziative di umanesimo già presenti nelle loro comunità e sulle piste verso cui iniziare a camminare una volta tornati a casa. Questo “metodo sinodale” – che ha messo vescovi, preti, suore, diaconi, laici di diverse realtà pastorali allo stesso tavolo di lavoro – è stato l’aspetto più innovativo e stimolante, forse la prima sfida da cui partire al ritorno nelle nostre realtà.

Auguriamo un buon cammino alla Chiesa quindi alle diverse realtà ecclesiali e a ciascun delegato; allarghiamo questo augurio a tutti i credenti e non che vorranno collaborare nella realizzazione di questo “nuovo umanesimo”!

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