Progetti 8xmille

8xmilleLa Caritas Diocesana di Faenza-Modigliana presenta progetti con obiettivi definiti alla Caritas Italiana, che valuta la possibilità di portarli al finanziamento della Conferenza Episcopale Italiana, data la disponibilità di contributi destinati tramite l’8×1000 alla Chiesa cattolica. Tramite questa modalità si sperimentano nuovi percorsi di prossimità: esperienze significative che, partendo da una lettura del territorio e una conoscenza della comunità locale, pongano al centro l’azione di testimonianza della carità tipica della Caritas. Queste proposte, considerate aggiuntive e straordinarie per la Diocesi, vedono come soggetti direttamente coinvolti gli ultimi, le categorie deboli e, nella prospettiva dell’animazione pedagogica, puntano al coinvolgimento della comunità ecclesiale e civile.

Di seguito si riportano i progetti in corso durante l’anno 2016:

Tra aprile e luglio si realizza il progetto “Coabitare per crescere”, tramite cui si sostiene una sperimentazione della coop. C.E.F.F. Francesco Bandini volta a rispondere al problema del “dopo di noi”, ovvero della gestione di familiari non del tutto autonomi quando chi se ne occupa non sarà più in grado di farlo. A tal fine si è contribuito alla progettazione e disposizione di un’unità abitativa e di uno spazio comune per attività diurne. I primi beneficiari dell’accoglienza, avviata a maggio 2016, sono persone con disabilità medie di massimo 40 anni.

Si conclude a dicembre il progetto “Sotto il tetto”, volto all’avvio di un servizio di seconda accoglienza per famiglie oppure individui adulti in condizione di emergenza abitativa. La seconda accoglienza si differenzia rispetto all’accoglienza in emergenza per la sua maggiore durata, la possibilità di utilizzare gli spazi abitativi anche in orario diurno e l’inserimento in un progetto personalizzato finalizzato alla piena autonomia sociale, lavorativa e abitativa. Il finanziamento ha permesso di arredare due appartamenti utilizzati a tale scopo.

Si conclude a fine 2016 anche la terza annualità del progettoC’è speranza nei miei giorni”, che prevede di coinvolgere le Caritas parrocchiali nella creazione e nel rafforzamento di un’importante rete relazionale per gli anziani. Tramite incontri a domicilio, attività aggregative e ricreative si vuole contrastare la solitudine e fragilità sociale di questa popolazione sempre più numerosa. In quest’ultimo anno è stata rivolta una forte attenzione sia al coinvolgimento di nuovi volontari (anche giovani) sia alla sempre maggiore autonomia delle realtà parrocchiali. A tale scopo, un percorso di formazione si è aggiunto agli incontri periodici di confronto e di preghiera.

Un altro progetto pluriennale è quello dal titolo “Nuove alleanze educative” – di cui si è da poco conclusa la seconda annualità. Si è voluto intervenire rispetto alle fragilità espresse dal mondo giovanile, attraverso diverse forme di alleanza tra i soggetti che interagiscono nell’educazione dei giovani. Punto di partenza per questo secondo anno è stata la ricerca “Adolescenti inter-connessi” realizzata nel 2015 in collaborazione con l’Università di Bologna, in particolare con il “Centro per l’Empowerment delle scuole, delle organizzazioni e delle comunità” del Dipartimento di Psicologia (disponibile nella sezione Giovani del nostro sito internet). Per una maggiore condivisione e riflessione possibile sui risultati emersi, sono stati organizzati molti incontri: presso le istituzioni scolastiche con genitori ed insegnanti, nelle singole classi grazie al coinvolgimento dei professori di religione, con ragazzi ed adulti in occasione del Festival Comunità Educante,…. Ai giovani si è voluto offrire alcuni strumenti (tramite percorsi formativi ad hoc) e spazi (quali gli oratori) per sviluppare e affinare abilità e comportamenti pro sociali. Utile a tal fine è stato il coinvolgimento di alcune comunità parrocchiali. Un’attenzione particolare, inoltre, alle famiglie in condizioni di fragilità ha permesso di sostenerle nelle spese di istruzione e partecipazione dei figli ad esperienze aggregative.

L’ultimo progetto avviato nel 2016 è “Made in refugee“: obiettivo finale è quello di realizzare  un negozio di rivendita di abbigliamento usato, collegato ad un laboratorio di riparazione di capi difettosi, dove impiegare richiedenti protezione internazionale accolti nelle strutture di accoglienza, e donne inoccupate che si rivolgono al Centro di Ascolto; il tutto supportato dai volontari e dagli operatori Caritas. In funzione di un’idea di riutilizzo degli abiti, sottolineando l’importanza della valorizzazione del diverso, è stato scelto per il negozio  il nome di “Dress Again”: un abito usato può tornare ad avere una nuova forma, una nuova vita, un nuovo valore, grazie ad un lavoro di rete e collaborazione. Gli abiti vengono distribuiti a offerta libera negli orari di apertura del negozio. “Dress Again” è un’occasione  di incontro aperto  tra culture diverse, fra bisogno e servizio, tra richiedenti e cittadinanza. I richiedenti protezione internazionale hanno l’opportunità di stringere relazioni, imparare la lingua italiana, intraprendere un percorso di formazione, che gli permette di acquisire una professionalità specifica da spendere nella società. Le donne inoccupate, in condizione di povertà, sono strette collaboratrici dei richiedenti, in quanto si occupano della parte della sartoria, grazie alla guida di Maria Teresa Dal Pozzo – Associazione culturale faentina Maria Bianconi.