Cosa chiede ad ognuno di noi il Signore che viene

22 dicembre 2015
Categorie: Ascolto, Farsi prossimo, Pace, Parrocchie, Povertà, Volontariato

Nel rapporto Povertà plurali, pubblicato a ottobre, Caritas riporta gli eloquenti dati sulle risposte attuate da soggetti ecclesiali in Italia; tra essi, oltre 6 milioni di pasti annui in 353 mense diocesane e 1169 progetti anti-crisi. In questa cornice si può capire meglio cosa chiede ad ognuno di noi il Signore che viene: un lavoro incessante per promuovere responsabilità e bene comune, fatto di incontro, ascolto, accoglienza, tutela di persone e famiglie. Servono uomini e donne che dialoghino con chiarezza e coraggio capaci all’occorrenza di alzare la voce per richiamare al rispetto della vita in ogni fase, e di vigilare contro povertà, discriminazioni, degrado dei territori … in un tempo che sembra cedere al clima di paura e alle barbarie terroristica di chi strumentalizza la religione per scopi molto terreni e ci vuole impauriti e nemici,  dobbiamo saper guardare oltre e continuare a cercare strade per un futuro giusto e diverso. Seguendo le logiche di Dio, che sceglie la debolezza al posto della forza, la stoltezza al posto della sapienza. E ciò che non conta per ridurre al nulla quello che, in una logica umana, sembrerebbe il massimo.

La pace da conquistare. Le ferite dell’umanità da lenire. I diritti da garantire a tutti. L’approssimarsi del Natale ci richiama a un lavoro incessante per promuovere responsabilità e bene comune. Seguendo le paradossali logiche di Dio …

Ora è il tempo della Misericordia, è il tempo della compassione, il tempo del cambiamento: tutto quello che era impossibile nel popolo, accade adesso in Dio. E’ Lui ha lasciarsi trasformare nell’intimo, a lasciarsi sconvolgere il cuore e le viscere dalla misericordia, che si rivela come forza capace di imprimere alla storia un cambiamento decisivo, facendola ripartire.

Un sincero augurio di Buona Natale a tutti voi!

  Articolo precedente
«
 
 Articolo successivo
»